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SANITA' PRIVATA E RSA: ANCHE NEL LAZIO SCATTA LO STATO DI AGITAZIONE


SANITA' PRIVATA E RSA: ANCHE NEL LAZIO SCATTA LO STATO DI AGITAZIONE

CGIL CISL E UIL: "CONTRATTI FERMI DA ANNI E DIVARI SEMPRE PIU' AMPI: PRONTI A TUTTE LE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE"

Anche nel Lazio cresce la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). A settimane di distanza dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso presso il Ministero della Salute, infatti, non è ancora giunta alcuna convocazione del tavolo di confronto annunciato per il rinnovo dei contratti collettivi della sanità privata e delle Rsa.

Una situazione di stallo che ha portato Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl a proclamare lo stato di agitazione del personale, riservandosi l’attivazione di tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. La #protesta riguarda anche migliaia di addetti del Lazio impiegati nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle Rsa, un settore essenziale per la tenuta del sistema sociosanitario regionale.

«Parliamo di lavoratrici e lavoratori con contratti scaduti da 8 e, in alcuni casi, persino 13 anni – sottolineano le organizzazioni sindacali – che continuano quotidianamente a garantire un Servizio Pubblico fondamentale, spesso rivolto alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di adeguamento salariale o aggiornamento normativo». Una condizione che nel Lazio contribuisce anche alle difficoltà di reperimento del personale e al costante turnover verso la #sanità pubblica.

Il divario retributivo rappresenta uno degli aspetti più critici: per alcune figure professionali, come gli infermieri, la differenza rispetto ai colleghi del settore pubblico può raggiungere i 500 euro mensili. «Un gap inaccettabile – denunciano i sindacati – che rende sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti ai cittadini della nostra regione».

Cgil Cisl Uil ritengono necessario un intervento deciso anche da parte delle istituzioni regionali. Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni, a partire dalla Regione Lazio, sono chiamati ad assumere un ruolo più incisivo nei confronti delle centrali datoriali Aiop e Aris, che operano grazie a risorse pubbliche.

«L’accreditamento istituzionale – ribadiscono i sindacati – deve essere vincolato all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Non sono più tollerabili ambiguità o rimpalli di responsabilità».

Nei prossimi giorni, anche nel Lazio, saranno valutate ulteriori iniziative di mobilitazione per dare voce a un comparto che continua a garantire assistenza e cura, ma che da troppo tempo attende risposte concrete e il giusto riconoscimento del proprio lavoro.


#ContrattoSubito

#ilmiolavorovale

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